Una Card per quattro musei

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Hanno spesso ingressi nascosti, o sono protette da alti muri, nonostante sia in zone centrali di Milano. Sono le ‘Case Museo’, ovvero quelle ex case private ora in mano a enti che le gestiscono e le conservano, mantenendo il più possibile l’'aurea lasciata dalla famiglia proprietaria.
Grazie al FAI, Fondo per l’'Ambiente Italiano, le quattro case museo milanesi si sono unite in un circuito, per far conoscere e apprezzare ai milanesi, ai turisti, ai tour operator, alle scuole questi gioielli nascosti.
E così due case dell’800, il Museo Bagatti Valsecchi e il Museo Poldi Pezzoli, e due del ‘900, Villa Necchi Campiglio e casa Boschi Di Stefano, si sono riunite nel ‘Circuito Case Museo di Milano’. Accomunate dal simbolo a forma di chiave che esprime il desiderio di aprire le porte a due secoli di storia milanese, le case sono visitabili a prezzo ridotto grazie a una card acquistabile alle casse, del costo di 15 euro e con validità di sei mesi.
In ogni casa sono disponibili schede illustrative che forniscono informazioni sui proprietari, sul periodo storico in cui sono vissuti, sulla struttura e sulle collezioni in esse contenute. Partiamo quindi, per un breve tour esplicativo, dalla casa più vicina al centro di Milano, il Museo Poldi Pezzoli (Via Manzoni,12), ente capofila del circuito a cui spetta il coordinamento scientifico e le funzioni di segreteria amministrativa.
Creatore della collezione fu Gian Giacomo Poldi Pezzoli, che, educato fin da piccolo all’'amore per l’'arte e il collezionismo, a metà dell’'800 progetta nel palazzo di famiglia, un appartamento particolare, creato per ospitare la sua raccolta di dipinti e oggetti d'’arte. Ed ecco quindi un susseguirsi di sale di rappresentanza, la Saletta degli Stucchi, il Salone Dorato, la Sala dei Vetri di Murano. Una più bella e ricca dell’'altra, custodi di opere d’'arte e mobili e di grande valore.
Particolare è la sala delle Armi, distrutta dai bombardamenti del 1943, e riprogettata da Arnaldo Pomodoro. Tra le numerose donazioni che il museo, creato per lo stesso volere di Gian Giacomo, nel 1978 compare la collezione di orologi solari di Piero Portaluppi, architetto di Casa Boschi Di Stefano e di Villa Necchi Campiglio.
Passiamo poi alla seconda casa dell’'800, il Museo Bagatti Valsecchi (Via Gesù, 5). Appartenenti a una famiglia nobile milanese, i fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi fanno della ristrutturazione e della raccolta di opere d’'arte la loro occupazione principale. Alla morte della madre, infatti, i due fratelli decidono di ristrutturare la dimora di famiglia trasformandola in una rievocazione di una casa patrizia del Rinascimento lombardo. La collezione è composta da una grande varietà di oggetti, che va da ceramiche a vetri, dai dipinti ad avori, da arredi a gioielli. Come per Gian Giacomo Poldi Pezzoli, anche i due fratelli Bagatti Valsecchi sostengono l’'idea che i giovani artisti contemporanei devono avere la possibilità di osservare opere d'’arte antiche per poter prenderne ispirazione.
Terza tappa del circuito è Villa Necchi Campiglio (Via Mozart, 15). Grazie alla produzione di ghise smaltate e delle celebri macchine da cucire, Gigina e Nedda Necchi e Angelo Campiglio (marito di Gigina), possono far conto su un ingente patrimonio, che gli permette di far costruire, su progetto di Piero Portaluppi, una vera e propria villa nel cuore di Milano, con giardino, piscina e campo da tennis. Si viene così a creare una costruzione che, dall’'esterno, richiama le caratteristiche delle architetture degli anni ’20, l'’ampiezza degli interni quelle degli anni ’30 e ’40, la suddivisione degli spazi invece una tradizione più secolare.
La Villa ha il pregio di conservare perfettamente l’'aurea di casa abitata fino a poco tempo fa, ed è arredata con mobili antichi e pezzi d'’antiquariato di notevole pregio.
Ultima tappa è infine Casa Boschi Di Stefano (Via Juan 15), un appartamento in un edificio progettato da Piero Portaluppi, che sembra quasi piccolo per la grande quantità di dipinti raccolti dai coniugi Marieda Di Stefano e Antonio Boschi nella metà del ‘900.
Spinti dal desiderio di sostenere i giovani artisti emergenti del loro secolo, i coniugi Boschi hanno avuto il fiuto di acquistare opere degli artisti legati a ‘Corrente’ (Sassu, Guttuso, Birilli), di Morandi, De Pisis, De Chirico, Savino, Piero Manzoni, ritrovandosi ben presto con una collezione immensa e di grande valore storico e artistico.
Le vendite delle card del circuito Case Museo ha superato ogni più rosea aspettativa.
Sembra proprio che turisti e milanesi aspettassero l'’occasione per riscoprire angoli nascosti e spesso sconosciuti nel panorama milanese.

Sara Marchesi

Case Museo Card
In vendita presso Museo Bagatti Valsecchi, 
Villa Necchi Campiglio e Museo Poldi Pezzoli
Informazioni: 
www.casemuseomilano.it
www.museobagattivalsecchi.org
www.fondazioneboschidistefano.it
www.fondoambiente.it
www.museopoldipezzoli.it

CARLO VEZZONI fondatore ed unico Direttore di On the Road. La redazione porterà avanti il suo progetto per affetto, memoria e perchè crede in questo lavoro.

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