Varese, Fra Galgario al Castello di Masnago

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Anche a Varese, c'’era una volta un castello..
Si tratta del Castello di Masnago, che domina un immenso parco dalla cima di una collina nella parte più alta di Varese, ma è particolarmente conosciuto per i magnifici cicli di affreschi del 1400: infatti c’erano una volta anche dei nobili signori, rappresentati ne 'Gli Svaghi' dell’'aristocrazia dell'’epoca e ne 'I Vizi e le Virtù', mentre in un’'altra ala si trovano le opere più significative di Varese dalla stessa epoca in avanti.
Infine c’'era una volta un frate…
Non a caso quest’'anno fino all’'11 gennaio ’09 una nuova protagonista sarà l’'espressività particolarmente vivida e intelligente di Fra' Galgario, un ritrattista del 1700, che è riuscito a trasmettere attraverso le sue opere l'’anima e lo spirito vero di un’'epoca. La mostra 'Fra' Galgario e la ritrattistica della realtà nel ‘700' espone 67 dipinti tra i più importanti dell’'artista, provenienti dall’Accademia Carrara di Bergamo e della Collezione Koelliker di Milano, realizzati non solo da lui, ma anche da altri pittori con cui aveva dovuto intrattenere rapporti di lavoro. Dopo essere stato dimenticato, Fra' Galgario fu rivalutato come pittore di importanza primaria della sua epoca, nel 1952, in occasione della grande mostra allestita a Milano, 'Pittori della Realtà'.
Al Castello di Masnago l'’iter artistico del frate bergamasco si può ammirare in tre sezioni: Tra Venezia e Bergamo (ritrattista a Bergamo, apertura su Milano…) e in aree tematiche (l’'artista, l'’ecclesiastico, il giovinetto). La terza, infine, ospita opere di discepoli e collaboratori (Bonomino, Gauldo, Nazzari). Ecco così l’'espressione lucida e viva che si ritrova nel 'Ritratto di vecchio sacerdote o nel servitore ripreso accanto al 'Conte Secco Suardo', così come la malinconia nello sguardo del musico, in contrasto con l’'abbigliamento smagliante rosso porpora, mentre coglie di sorpresa la dolcezza di Elisabetta Piovani Ghidotti, abbigliata con un sontuoso abito secondo la moda dell’'epoca, o lo sguardo un po'’ smarrito della 'Vecchia signora' che si accompagna invece ad uno stile sobrio, in nero. In una seconda fase, Fra’ Galgario incominciò a rappresentare le persone in abiti più informali, illuminando i volti attraverso una tecnica di colore 'più corposa', che aveva imparato da Tiziano. Questa nuova impostazione si nota nei volti dipinti sulla 'Insegna del barbiere Olette', così come 'Il vecchio pittore' e il 'Ritratto di Gianbattista Tiepolo', mentre un atteggiamento molto dolce, ma sempre in contrasto con l'’aspetto sontuoso, rivela 'Claudia Erba Odescalchi Visconti'. Inquisitore ed un po’' accigliato ci guarda Francesco Maria Bruntin, ma è la testa di una vecchie coperta da una veletta a rivelare i costumi ed i tratti di un'’intera epoca.
Dolce, giovane e bella, la fanciulla di 'Ritratto di donna' smentisce nettamente chi ha definito Fra' Galgario incapace di rappresentare la dolcezza e bellezza dell’'elemento femminile. Egli sapeva inoltre passare dalla saggezza profonda e posata di vecchiaia e maturità alla vivace freschezza di giovani e adolescenti, come il 'Giovanetto con bolle di sapone' o il 'Moretto'.
Tra i ritrattisti della sua epoca è il 'suo primo allievo certo', Paolo Maria Bonomino, di cui fu detto: “fu particolarmente amato da Fra' Vittore, ed aiutato co’ suoi ammaestramenti a contraffare la sua propria maniera, per modo che alcune sue opere fatte in quel tempo a gran pena si distinguevano da quelle del maestro”.
Il suo autoritratto ci saluta, illuminato da uno sguardo fiero e nobile insieme, intelligente e vivo.

Grazia Paganuzzi

CARLO VEZZONI fondatore ed unico Direttore di On the Road. La redazione porterà avanti il suo progetto per affetto, memoria e perchè crede in questo lavoro.

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