Himeji, Patrimonio dell'Umanità

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Il castello di Himeji è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1993. E' il più grande dei 12 castelli feudali esistenti in Giappone, il più visitato dai turisti, il meglio conservato e il più interessante da un punto di vista costruttivo, perchè è un tipico esempio della cultura e dell'ingegno architettonico giapponese.
Conosciuto anche come 'castello dell'airone bianco', per via della somiglianza delle mura bianche all'immagine di un airone che spicca il volo, il castello sorge su un’'altura dominante la città.

Un pò di storia
Nel 1346 Akamatsu Sadanori pianificò la costruzione di un castello, vicino al luogo dove suo padre, Akamatsu Norimura, aveva fatto costruire il tempio di Shomoyoji. Quando la zona passò sotto il controllo imperiale, nel 1577, Hideyoshi Toyotomi proseguì l'’edificazione del castello, facendo costruire una torre di tre piani a scopo difensivo. Dopo la famosa battaglia di Sekigahara, nel 1601, Ieyasu Tokugawa divenuto sovrano del Giappone affidò il castello ad uno dei suoi più valenti generali, Ikeda Terumasa. Quest'’ultimo, rendendosi conto del grande valore strategico del castello, iniziò un progetto di espansione durato 7 anni e al termine del quale l’'edificio raggiunse la forma che in gran parte è quella conservatasi fino ad oggi. L'’ultima grande struttura venne costruita nel 1618. Il complesso poteva ora rivaleggiare con i grandi castelli di Osaka e di Edo.
Himeji fu uno degli ultimi possedimenti dei tozama daimyo (con questo termina si indicano i signori che avevano accettato di mettersi al seguito di Tokugawa Ieyasu dopo la battaglia di Sekigahara) a resistere alla fine del periodo Edo. Nel 1749 il castello passò sotto il controllo dei discendenti di Sakai Tadasumi. Nel 1868 il governo mandò l’'armata “Okayama”, sotto il comando di un discendente di Keda Terumasa, per liberare il castello dai suoi occupanti, senza danneggiarne la struttura.
Quando il sistema dei “han ”(sistema creato da Toyotomi Hideyoshi per dividere il paese in feudi) fu abolito nel 1871, il castello fu abbandonato e poi venduto all’'asta per la cifra di 23 yen e 50 sen. Nel 1879 il castello passò sotto il controllo del Ministero della Guerra. Nel 1910 la torre centrale fu rinnovata usando fondi pubblici.
Himeji fu bombardata durante la II Guerra Mondiale, ma il castello fortunamente subì solo lievi danni: gli abitanti si prodigarono infatti per coprirlo con lenzuola e teli, al fine di nasconderlo alla vista degli aerei americani. La restaurazione del castello iniziò nel 1956 e finì nel 1964. Il processo di ristrutturazione faceva esclusivamente uso di metodi e materiali da costruzione tradizionali.

Architettura
Il castello di Himeji è costruito da quattro torri di cui una è la torre principale e tre, le più piccole, sono quelle secondarie. Nel complesso del castello vi sono 30 torrette, alcune delle quali comunicanti tra di loro, che avevano la funzione di punti di osservazione e di spostamento veloce e sicuro delle truppe.
Altro edificio interessante è il Harakiri-maru, letteralmente luogo per il suicidio rituale dei samurai. Il pozzo vicino all’'edificio sembra venisse usato per lavare e pulire i corpi decapitati. In realtà questo edificio era uno dei posti più importanti per la difesa dell'’entrata posteriore del castello. La torre principale è composta da sette piani, mentre le torri più piccole sono di cinque. La torre centrale, che poggia su un basamento di pietra, è alta 50 metri ed è rafforzata da due colonne di legno che corrono dal basamento fino all’'ultimo piano. Per salire in cima (rigorosamente a piedi scalzi) si fa una certa fatica, soprattutto se la giornata è calda e umida, ma arrivati in cima ne vale la pena. Infatti si gode di una splendida vista e in giornate limpide si vedono le isole del mare interno del Seto.
Lungo i cornicioni e le grondaie si possono vedere gli stemmi delle famiglie che contribuirono economicamente alla costruzione degli edifici; per esempio sulla grondaia di un deposito per le armi costruito sulle mura Ni c’'è una tegola con incisa una croce. La parte a ovest della costruzione è dove vissero felicemente la Principessa Sen e il suo sposo Tadatoki Honda. Il fascino di questo vecchio castello ha fatto si che leggende, storie di fantasmi, aneddoti, fossero ambientate all'’interno delle sue mura. Come per esempio la storia del fantasma di Okiku, una serva che per caso venne a scoprire che un dipendente del signore stava tramando per ucciderlo. Il complotto fu smascherato ma il cattivo riuscì a vendicarsi facendo incolpare la ragazza di aver rubato un prezioso piatto. Okiku fu torturata a morte e il suo corpo fu buttato in un pozzo, il pozzo di Okiku.

CARLO VEZZONI fondatore ed unico Direttore di On the Road. La redazione porterà avanti il suo progetto per affetto, memoria e perchè crede in questo lavoro.

BUON VIAGGIO DIRETTORE

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