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arretrati min

Chi ha un po' più di 50 anni, magari quel giorno era inchiodato davanti alla televisione, ipnotizzato dalla voce di Tito Stagno che con la sua telecronaca documentava un fatto senza precedenti: l'uomo che muoveva i suoi primi passi sulla luna. Un'attesa infinita per vedere il piede di Neil Amstrong che lasciava l'ultimo gradino della scaletta dell'Apollo 11 e imprimeva l'impronta che sarebbe entrata nella Storia.
Era il 20 luglio e nel mondo quel giorno non si parlava d’altro. Con l’andare degli anni e il susseguirsi delle missioni, la gente ha un po’ perso interesse per questi viaggi nello spazio. Qualcuno li considerava alla fine uno spreco inutile di risorse economiche, senza però sapere che, quelle “scampagnate” da oltre 384.000 km. sarebbero state la fonte di scoperte scientifiche e tecnologiche delle quali tutti beneficiamo.
Migliaia di oggetti diversi, utilizzando le conoscenze sviluppate durante il programma Apollo, sono entrati nella vita di tutti i giorni.
 
L’ABBIGLIAMENTO
Il goretex delle tute degli astronauti è diventato il tessuto utilizzato per capi da montagna. Il velcro che ha preso il posto di bottoni e cerniere lampo.
 
IN CUCINA
Il teflon che rende le pentole antiaderenti. I cibi liofilizzati, creati in origine per gli angusti spazi delle navicelle.
 
NELL’INFORMATICA
I microchip per costruire i personal computer derivano da quelli utilizzati per i computer di bordo delle missioni Apollo. Come le batterie ricaricabili oggi ampiamente utilizzate in moltissimi settori.
 
PER IL RIPOSO
I materassi e i cuscini in memory foam sono figli del materiale creato per i sedili delle navicelle.
 
IN MEDICINA
Grazie alla tecnologia sviluppata per le missioni lunari si è arrivati alla creazione di arti artificiali, pacemaker per il cuore, spettrometri di massa per la chirurgia, apparecchi per l’ortodonzia.
 
Nonostante tutto questo però, noi terrestri possiamo continuare a essere gli inguaribili romantici che osservano un plenilunio facendo sogni infiniti.