Corea e Italia, con l’“Anno dello Scambio Culturale 2024-2025” i due Paesi celebrano 140 anni di amicizia

 

AnnoScambioCulturale Italia CoreaSudL'avvio con lo spettacolo “Il sogno del Principe” e una mostra sulle case coreani tradizionali

Il primo trattato diplomatico tra Italia e Corea risale al 1884: un incontro tra Oriente e Occidente che nel tempo si è sempre più consolidato nel segno dell' amicizia, valorizzando e comunicando le rispettive culture.
Lo ha detto a Roma, presentando un ricco programma di eventi, In Chon Yu, Ministro della Cultura, Sport e Turismo della Repubblica di Corea, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno dello Scambio Culturale Italia e Corea 2024-2025. “Il nostro Paese e l’Italia - ha detto- hanno qualcosa in comune: sono potenze culturali orientate al futuro che sono cresciute grazie alla loro brillante storia e alle loro risorse, e oggi guidano il mondo. Spero che questi due anni di scambio porteranno ispirazioni innovative e creative ai cittadini di entrambi i Paesi.” L'appuntamento si è svolto nella sede dell'Istituto Coreano di Cultura di Via Nomentana 12,gongcoreano
Nel mondo sono 42 gli Istituti di Cultura coreani, e 248 le scuole dove si insegnano lingua e storia. Sono tanti gli eventi previsti per questo lungo anno di scambi, tra spettacoli, mostre, contenuti media ed eventi turistici con la collaborazione con la Korean Foundation for International Cultural Exchange (KOFICE), Istituto Culturale Coreano in Italia, Korea Creative Content Agency(KOCCA) e National Museum of Korea. Un memorandum programmatico è stato sottoscritto dal ministro coreano con il nostro Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale sulla collaborazione negli ambiti culturali come arte e vari progetti creativi.
Interessante sottolineare come il sistema scolastico coreano dia un grande risalto alla formazione dei giovani preparandoli ad un futuro di sviluppo e innovazione ma sempre partendo dai valori della tradizione. "In campi diversi, dalla scienza all'arte e alla musica, soprattutto nella lirica, non si cerca il successo come potere o danaro, ma come affermazione per se stessi e per il proprio Paese", ha sottolineato Ho Seong Yong, rappresentante delle istituzioni culturali.
La tradizione ma anche la modernità, sono rappresentative di un Paese che vanta 5.000 anni di storia e che è sempre più presente da protagonista in campo internazionale.
In Italia i protagonisti della cultura coreana non sono mai mancati ai gradi eventi, basti pensare ai recenti Padiglioni allestisti a Bologna e a Milano e alla Biennale di Venezia. Molte cose hanno in comune i due Paesi, ambedue sono penisole e quindi proiettate verso il mare e aperte al mondo e agli scambi. Soprattutto tanti giovani artisti coreani del bel canto hanno studiato in Italia, così come tanti altri sono attratti dalla grande storia dell'arte italiana. Ma anche in altri campi come la cucina, anch'essa veicolo di cultura, ci sono stati scambi e felici contaminazioni, in entrambi in Paesi. Nel 2023 oltre un milione di coreani ha visitato l'Italia, per turismo, studio o business, e 40 mila sono stati gli italiani che si sono recati in Corea, diventata una delle destinazioni d'Oriente più desiderate. Per incrementare l'afflusso turistico sono in corso interessanti offerte promozionali.
coreani"Gli scambi culturali hanno sempre un grande potenziale di crescita - ha detto la direttrice dell'Istituto di Cultura di Roma, Ye Jin Chun-  e negli ultimi due anni abbiamo riscontrato un grande interesse del pubblico italiano per le nostre iniziative. Ma c'è anche scambio: attualmente a Seul c'è una grande mostra fotografica italiana e a Roma sarà esposta al pubblico per 4 mesi una mostra dello scultore coreano Eun Sun Park, presso le principali località turistiche di Roma con la collaborazione del Parco Archeologico del Colosseo.
A celebrare il programma è stato un simbolico, coinvolgente spettacolo di canti e balli tradizionali “Il sogno del Principe” del National Gugak Center con sulla scena una cinquantina di grandi professionisti del teatro. Applausi ripetuti alla fine dello spettacolo "Il sogno del principe" con musica e danze tradizionali coreane quali “Taepyeongmu”, “Sarangchum”, “Sogochum”, “Pangut”, ecc…E' la storia di un giovane che riceve il segno del comando dai genitori imperatori e, prima di governare, gira a lungo tra il suo popolo per conoscerlo nella sua autentica realtà. Molto apprezzata anche la mostra "Case coreane", realizzata con stupefacenti effetti multimediali e un'intera casa originale in legno con arredi simbolici. Tanto altro è in programma nei prossimi mesi, come una serie di cortometraggi, un forum in cui si discuterà sulla politica culturale con istituzioni artistiche ed esperti di vari campi, workshop e gala congiunti tra giovani musicisti d'opera lirica coreani, partecipazioni a fiere, partecipazioni a progetti collaborativi comuni.
Istituto Culturale Coreano

www.korean-culture.org 

 

Mariella Morosi