I Pappamusci di Francavilla Fontana

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Nell’ambito di un itinerario dedicato a “I luoghi dell’anima” merita una visita Francavilla Fontana, splendida cittadina ricca di eventi nel corso della Settimana Santa. Prima tappa la storica sede della Casaccia: un luogo ricco di cultura ed arte, dove è possibile ammirare collettive o personali di artisti. A seguire un itinerario di alcuni dei luoghi dell’anima più significativi della città: la Chiesa dei Padri Liguorini, la Basilica Minore Maria SS del Rosario, la Chiesa di Santa Chiara e la Chiesa di San Giovanni. Da non perdere la sosta da Passiante per la degustazione del confetto riccio di Francavilla. I Riti, da sempre, cominciano il venerdì che precede la domenica delle Palme con la processione “Ad tenebras” della Madonna Addolorata. La domenica delle Palme, i fedeli con i fasci di rami d’ulivo si dirigono presso le chiese al fine di farli benedire e dopo la benedizione, gruppi di ragazzi, bussano ad ogni porta e li offrono in segno di pace. Sempre nel corso della giornata delle Palme i Confratelli della Congrega del Carmine, indossano l’abito di rito e si recano in processione a coppia nella chiesa matrice per ricevere il precetto pasquale.   Il Mercoledì Santo è il giorno dei ‘piatti’, ossia baldacchini di legno dalla base quadrata ornati con fiori, petali uniti a stoffe e grano anemico germogliato al buio durante il periodo di Quaresima, in alto appeso un limone simboleggiante il sole. Tutto il giorno i ragazzi portano in giro questi piccoli capolavori per le strade della città bussando casa per casa per mostrare il loro lavoro in segno di pace e chiedere con la storica formula “cè ti piace lu piattu mia?” ottenendo come compenso beni in natura. Il Giovedì Santo, dopo la messa, comincia il tradizionale pellegrinaggio, lungo un percorso uguale da secoli, dei pappamusci nei sepolcri.  I Pappamusci (foto) sono dei pellegrini incappucciati che, in silenzio e camminano lentamente a coppia e scalzi con un lungo camice bianco e cingolo alla vita, mozzetta color panna e con cappello di pellegrino stringendo un bastone in una mano ed il rosario nell’altra.In Piazza Umberto I il loro passaggio è segnalato con note emesse da due trombe, le stesse note usate la notte per il richiamo dei Confratelli alle adunanze, fatto alle porte delle loro case.  Il pellegrinaggio dura sino a notte fonda e riprende il venerdì mattina concludendosi in corrispondenza dell’ora della morte di Cristo. Il Venerdì Santo è il giorno più mesto. La mattina tre processioni con le rispettive Confraternite si muovono contemporaneamente per attraversare le vie della città e portare la Desolata. La sera, con la presenza delle sette confraternite della città, si svolge l’imponente processione dei Misteri di grandissima suggestione. Le statue dei Misteri,  avanzano lentamente accompagnate da musiche strazianti tra la folla.  Dietro al Cristo sotto la croce, si inseriscono i crociferi, devoti che trascinano per tutto l’itinerario le pesanti croci di legno in anonimato. Il secco e sordo scricchiolare delle travi a croce sull’asfalto è accompagnato dal suono della “trenula” (battola). È un rumore che ti prende e  ti trasporta nel tempo.  La domenica di Pasqua, al tramonto, si svolge la processione di Cristo Risorto, ultima della settimana Santa per le vie, a cura dell’Arciconfraternita dell’Immacolata.