La montagna non va poi così male

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La generale incertezza economica e la contrazione dei consumi non hanno fermato le vacanze di fine anno. Osservando il movimento turistico e l’affollamento delle piste, nessuno avrebbe detto che l’Italia è una nazione in recessione - La reazione positiva degli italiani al grigiore dell’economia e della vita quotidiana secondo gli esperti interpellati è frutto di una perfetta congiuntura meteorologica tra sole e neve naturale, che ha convinto gli italiani a rinunciare ai lunghi voli verso Caraibi e isole dell’Oceano Indiano - La montagna sottrae presenze anche alle crociere - La montagna alpina e quella appenninica hanno in molti casi sostituito le escursioni nelle capitali europee - Dai voli low cost ai viaggi short distance questo è il trend previsto per l’anno 2013.

In un contesto che resta economicamente difficile l’indagine flash di Trademark Italia fa emergere buoni risultati (come già previsto dal previsionale del nostro Osservatorio della Montagna) ed elevati livelli di soddisfazione degli operatori interpellati. Le festività di fine anno hanno premiato la montagna con arrivi e presenze, e gli esercizi turistici hanno fatto registrare eccellenti performance economiche su tutto l’arco alpino. Tenuto conto che nello stesso periodo dello scorso anno la montagna, a causa soprattutto dello scarso innevamento, aveva perso oltre il 10% di movimento turistico (con punte del 15%), in questo fine anno si è registrato un positivo riempimento di alberghi e appartamenti che ha fatto dimenticare i vuoti del dicembre 2011 (8 operatori su 10 risultano ampiamente soddisfatti delle vacanze di Capodanno e dichiarano una buona percentuale di “tutto esaurito”).
Fare vacanze quando tutto costa di più era un’abitudine nazionale negli anni d’oro, abitudine che la recessione non ha fatto dimenticare. Così gli italiani hanno scelto un periodo nel quale sconti e promozioni sono una rarità, spendendo in questo modo mediamente il 5,5% in più dello scorso inverno. I maggiori costi sono stati determinati dagli aumenti di ospitalità, ristorazione, skipass, autostrade e carburanti, equipaggiamenti ed accessori sportivi. La montagna tira un respiro di sollievo in attesa delle prenotazioni per le settimane bianche.

Chi sale e chi scende?
L’Italia meridionale ha registrato il successo della montagna abruzzese (Altopiano delle 5 Miglia-Roccaraso-Rivisondoli); quella toscana ed emiliano romagnola ha visto riempirsi il Cimone, l’Abetone, il Corno alle Scale e il Cerreto. Mediamente la Montagna Appenninica ha fatto segnare un rassicurante +7% rispetto all’inverno passato.
Sull’arco alpino la domanda ha scelto le destinazioni in grado di offrire non solo sport e piste “a 5 stelle” per manutenzione, servizi e sicurezza, ma anche entertainment pomeridiano e di prima serata (shopping, ristorazione da gourmet, cinema, musica e divertimento). Salgono, com’è naturale, le località che offrono un’ospitalità alberghiera superiore alla media. Ai vertici, come sempre, le località dell’Alto Adige (Val Badia e Val Gardena) certamente le più ordinate, precise, impegnative per gli sport invernali ma anche le più generose in fatto di atmosfere di montagna, di SPA e di ristorazione esclusiva.

Prima destinazione invernale del Veneto (e forse d’Italia) resta Cortina che ha dimenticato i blitz della Guardia di Finanza ed è tuttora la base di prestigiosi incontri politico-culturali.
Segue Madonna di Campiglio, numero uno del Trentino, ormai leader assoluta per l’offerta alberghiera in quota. Le nuove offerte di ristorazione stellata Michelin, lo shopping di glamour ed entertainment di alto livello e il ritorno della Coppa del Mondo di sci alpino sulla mitica 3/Tre hanno prodotto una ricaduta positiva con molte prenotazioni last minute.

Il distretto che, secondo l’indagine dell’Osservatorio Turistico della Montagna, ha avuto la migliore performance è Cormayeur-Prè Saint Didier (+9% rispetto all’inverno scorso). Grande affluenza di clientela internazionale, un innevamento fantastico e un’audience televisiva di 11 milioni di italiani per la trasmissione Rai di Capodanno. Sorrisi degli operatori anche nell’area di Bormio, inossidabile destinazione alpina, rifugio tradizionale dei lombardi e prima località italiana a proporre SPA con autentiche acque termali.
Buone performance durante le festività anche per Livigno e Sestriere. Positive pure le valutazioni degli operatori della Valle di Fassa e di San Martino di Castrozza che hanno fatto registrare punte da tutto esaurito tra il 29 dicembre e il 2 gennaio.

I principali fenomeni segnalati dagli operatori del Panel nel periodo delle festività:
1. soggiorni brevi con permanenze medie 4-5 giorni;
2. ritmi più lenti e pacifici;
3. minore esibizione di consumi vistosi e di abbigliamenti stravaganti … più understatement;
4. buoni livelli dei flussi turistici est europei in occasione del Capodanno.

Il “Pianeta Neve”
Stagione Giro d’affari compl.
2007-2008 12,9 mld. di euro 2008-2009 11,4 mld. di euro 2009-2010 11,2 mld. di euro 2010-2011 10,9 mld. di euro 2011-2012 10,7 mld. di euro 2012-2013 10,8 mld. di euro
(stima)
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