Lago di Caldaro, il punto giusto

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E’ lì che la montagna si abbassa ed incontra il lago. Ed in quell’abbraccio le valli diventano mansuete. E’ lì che l’architettura nuova incontra quella antica e la strada del vino è cultura e poesia per l’anima. E’ lì che la tradizione altoatesina sposa il ‘flair’ italiano e la vocazione vitivinicola deborda dal dna di ogni singolo vignaiolo. Benvenuti a Caldano, Alto Adige, uno dei villaggi più belli ed eleganti d’Europa. Ed è sempre qui, dove il Lago si estende per appena quattro chilometri dal centro cittadino, che sarà entusiasmante raggiungerlo passeggiando tra vigneti antichissimi e prati rigogliosi. Caldaro è la perfetta oasi di tranquillità, una destinazione dedicata a quanti viaggiano alla scoperta di ‘eat-inerari’ che sprigionino gioie per il palato. E non sarà difficile sentirsi pervadere da un benessere profondo, davanti ad un buon bicchiere di un prezioso vino rosso rubino in una situazione che racchiude in sé tutte le gemme del paesaggio e della cultura all’incrocio tra il mondo di lingua tedesca e quello di lingua italiana. Soprattutto quando il paese e i suoi abitanti sono così invitanti e ospitali e ti accompagnano alla scoperta di un luogo romantico e affascinante, un dosato mix di leggerezza mediterranea e di fascino acerbo delle Alpi. Ma il protagonista indiscusso è il vino. Per lungo tempo quello del Lago di Caldaro veniva considerato unicamente un vino a buon mercato, un vino dalla beva facile, senza troppe pretese. Ma a partire dagli anni ’90 si iniziò a considerare un’ evoluzione di questo vino, guardando dritto alla qualità. Nasce così il progetto ‘Wein.Kaltern - il punto giusto’: accanto ad esso gravitarono innumerevoli iniziative che avrebbero consentito a questo vino, ingiustamente subordinato per molti anni, di riposizionarsi, invece, in un segmento qualitativo elevato nel mercato. Non a caso grazie alla determinazione dei produttori, il vino del Lago di Caldaro si è fregiato del riconoscimento più importante a livello nazionale: i tre bicchieri nella guida del Gambero Rosso. "Un successo per i vini figli del vitigno "schiava" - commenta Marco Sabellico, penna e palato storico del Gambero Rosso - Trent’anni fa gli altoatesini avevano cominciato a riflettere sulle potenzialità di questo territorio e quel che più mi colpisce è la versatilità che oggi riscontro, nel produrre bianchi eleganti e rossi strutturati." Poi il guru del vino aggiunge: "I tre bicchieri conferiti dal Gambero Rosso rappresentano il premio ad un vino che ha coerenza stilistica, che racconta la storia di un territorio. Un vino deliziosamente bevibile, figlio di una tradizione e non di una moda. Ma il futuro della "schiava" è ora quello di consolidare questo successo, bisogna dunque far sempre meglio, lavorare su questo prodotto di nicchia, potenziando semplicemente una base che, già di per sé, è solida".

Wein.kaltern propone visite alle cantine, degustazioni e percorsi culturali incentrati sul vino e sulla gastronomia. Nasce da qui, la volontà comune della generazione degli zelanti viticoltori caldaresi di far rinascere a vita nuova questo vino pregiato ed elegante: si sono elaborate nuove strategie, affrontate tematiche innovative. Si è parlato a lungo, con la risultante positiva di molti progetti andati a buon esito che fungendo da apripista, hanno poi condotto la regione - a forte vocazione viticola già in epoca romana e col vino di Caldaro menzionato per la prima volta nel 1203 in fonti scritte - alla costituzione di un sodalizio, la "Charta del Lago di Caldano". Perché l’unione, se alla base vi sono obiettivi comuni e qualità autentica, fa la forza. Per la popolazione locale il bollino rosso, sinonimo di qualità, è un punto d’orgoglio che fortifica l’appartenenza a quello che prima ancora di essere un progetto, è una filosofia. A chi ancora nutrisse qualche dubbio, consigliamo di non perdersi una delle prossime degustazioni estive: il 12 giugno, "Caldaro in abito bianco", un evento in cui i vini di Caldaro sono i protagonisti indiscussi : freschi e fruttati, dal verde fieno al giallo paglierino, con note di mela, banana o ananas. I vini bianchi di Caldaro si presentano insieme, tutti da degustare, tutti da bere, per una serata naturalmente in abito bianco! Uno dei percorsi più amati dai visitatori di Caldaro, è appunto "Il sentiero del vino", uno dei primi progetti partoriti da Wein.Kaltern: attorno al lago il sentiero si snoda fra i vigneti fino a Pianizza di Sopra ed offre una dettagliata panoramica della struttura, della tradizione della cultura della viticoltura locale che si sposa con la più ampia cultura del territorio. Lungo il percorso della strada del vino altoatesina, la più antica e premiata tra le 140 ‘Strade del vino’ italiane, sono state magistralmente inserite delle soglie in pietra calcarea che delimitano il passaggio tra una plaga viticola e l’altra; e sulle soglie sono incise indicazioni onomatopeiche, complessivamente sessanta. Il punto d’incrocio del percorso, a forma di ‘otto’ rovesciato, è la casa del vino ‘Punkt’, nel cuore di Caldaro. Ma Wein.kalter ha fatto ancora di più, avviando la produzione di una serie di prodotti che connotano il territorio e rivisitano in chiave moderna il concetto di tipicità: la deliziosa polenta di Caldaro, la borsa del vino della designer bolzanina Sylvia Pichler, fino al bicchiere con l’incisione wein.kaltern creato appositamente per il Lago di Caldaro. Ma accanto alla gioia del buon vino, qui ci si può far coccolare dal lago. Quest’acqua, la più calda delle Alpi, invita da maggio a settembre a fare il bagno o un rilassante ‘viaggio’ in pedalò.

In perfetta serenità ed armonia.

Nel giardino del Sud-Tirolo, qualcosa di speciale.

Sara Tufariello

CARLO VEZZONI fondatore ed unico Direttore di On the Road. La redazione porterà avanti il suo progetto per affetto, memoria e perchè crede in questo lavoro.

BUON VIAGGIO DIRETTORE

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