Nelle stanze di Pietro Masino

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Nella pianura del Canavese svetta un colle a sua volta sormontato dal un maniero dalle forme solenni, aristocratiche e delicate: è il castello di Masino, che i conti Valperga elessero a propria residenza gentilizia per dieci secoli. Questa incantevole dimora, insieme al suo monumentale parco, merita una visita approfondita: chi progetti di recarsi a Masino preveda quindi di spendervi un’intera giornata, perchè gli antichi saloni e i sentieri silenziosi accompagneranno i propri ospiti in un lungo viaggio attraverso la storia, la cultura e l’arte. Ed è bene sottolineare fin da subito che questa affascinante esperienza è possibile grazie al Fondo per l’Ambiente Italiano (Fai), che dopo una fondamentale opera di restauro e catalogazione degli arredi e delle opere d’arte, iniziata nel 1987, ha aperto il castello di Masino al pubblico. L’aspetto attuale della dimora è il risultato di diverse trasformazioni subite nel corso dei secoli: l’edificio fu acquistato nel 1070 da Pietro Masino, come certifica un atto notarile; nei secoli successivi la costruzione patì numerose traversie dovute a guerre e assedi (nel XV secolo fu aggredita dai Savoia, nel Cinquecento fu attaccata dai Francesi, mentre nel Seicento fu vittima delle scorrerie dell’esercito spagnolo). Tali turbolenze politiche influenzarono la sua struttura architettonica interna ed esterna, anche se i cambiamenti più significativi furono dettati da motivi estetici: nel XVIII secolo infatti fu rimosso ogni residuo militaresco e fu donato al castello un aspetto raffinato e gaudente. Le fortificazioni murarie rinascimentali scomparvero del tutto per lasciare spazio ai nuovi ambienti e soprattutto ai sontuosi giardini che, dopo varie metamorfosi, ancora oggi abbracciano il castello.
Il parco non è una semplice cornice del castello, ma rappresenta di per sè un’attrattiva straordinaria sia per la fastosità della sua vegetazione sia per le sue considerevoli dimensioni. Il giardino all’inglese si estende infatti per numerosi ettari, percorribili a piedi lungo un romantico sentiero, detto 'strada dei ventidue giri', che attraverso boschetti e radure giunge a toccare la vicina località di Strambino. Gli interni, quasi completamente aperti al pubblico, non deludono le aspettative, anzi sorprendono il visitatore con opulenti saloni affrescati che testimoniano il periodo di splendore vissuto tra XVII e XVIII secolo. Tra gli ambienti più suggestivi si possono ricordare il torrione circolare che ospita la sala da ballo, il salotto rosso, il salone delle armi, la sala da biliardo, la sala degli Atlanti, la Galleria dei poeti, la ricca biblioteca, che conta più di dodicimila volumi, la sala dei Gobelins, decorata nel Seicento con figure mitologiche, la cappella di San Carlo Borromeo nella quale sono custodite le spoglie di Arduino di Ivrea, che secondo la tradizione fu il progenitore dell’antichissima famiglia Valperga. E si deve inoltre ricordare l’interessante museo di carrozze settecentesche. Infine non si può dimenticare che il castello di Masino fu la dimora di uno tra gli intellettuali più eclettici e originali del XVIII secolo: l’abate Tommaso Valperga di Caluso, vissuto tra il 1735 e il 1815. Il Caluso, letterato oggi noto quasi esclusivamente per il suo profondo rapporto di amicizia con Vittorio Alfieri, ai suoi tempi godette di larga fama e non a caso fu definito 'Montaigne vivo' dall’Astigiano, 'Secondo Pitogora' da Cesare Saluzzo, 'tra i più dotti il dottissimo' da Giambattista Bodoni e 'l’uomo più dotto d’Italia, e forse il savio più universale de’ suoi tempi' dal Gioberti: il suo instancabile ingegno spaziò in tutte le discipline dall’astronomia alla poesia, dalle lingue antiche alla matematica, dalla politica alla critica letteraria, dalla filosofia alla meteorologia, dalla linguistica alla musica, dall’economia alla geografia e l’elenco potrebbe proseguire ancora. Fu professore di lingue orientali, segretario dell’Accademia delle Scienze di Torino, poeta e in questa veste dedicò al castello avito il poema eroicomico Masino. Scherzo epico di Euforbo Melesigenio, nel quale narra l’origine favolosa del maniero, e la Galleria di poeti italiani a Masino, opera ispirata ai ritratti dei più illustri rimatori italiani fatti affrescare dal Caluso stesso.

Milena Contini

Orari di apertura:
da ottobre a dicembre dalle 10 alle 17
da febbraio a settembre dalle 10 alle 18
Il Museo delle carrozze e le Scuderie sono aperti al pubblico solo nel weekend, mentre durante la settimana solo per visite guidate e gruppi.
Informazioni e prenotazioni:
Castello di Masino - Caravino (To)
tel 0125778100 - fax 0125778551
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