Un acquario per rilanciare il turismo triestino

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Il rilancio del turismo di Trieste passa per il progetto del nuovo acquario, che potrebbe mettere il porto giuliano al centro delle rotte del turismo marittimo dei prossimi anni. Dopo Valencia, Barcellona e Genova è ora il porto di Trieste a progettare una nuova stagione di crescita. Uno studio dell'Isnart (Istituto nazionale ricerche turistiche) approfondisce le prospettive che potrebbero portare fino a un milione di presenze nei prossimi anni. Come è stato per le altre città del Mediterraneo che hanno cambiato il proprio ruolo, prettamente portuale, attraverso grandi eventi turistici (le Olimpiadi e l'America's Cup per Barcellona e Valencia e l'acquario nel caso di Genova) il progetto di un nuovo Parco del Mare triestino potrebbe rilanciare l'intero turismo friulano, sfruttando anche il patrimonio artistico ed enogastronomico dell'entroterra.
La realizzazione dell'acquario può così incidere fortemente sul trend futuro, che attualmente vede un andamento sostanzialmente stabile sia degli arrivi (+1,5 per cento) che delle presenze (-1,1 per cento) nella provincia di Trieste. Le destinazioni che hanno avviato questo processo di sviluppo, legato a un grande attrattore, hanno realizzato infatti negli ultimi anni un tasso medio annuo di crescita pari all'8 per cento. Trieste punta quindi ad accendere su di sè i riflettori del mondo, ripensandosi come destinazione turistica della quale l'Acquario potrà essere componente fondamentale se non punto focale.
Avviando una simile politica promozionale, sostenuta da grandi eventi e dall'animazione permanente del territorio, si può ipotizzare per Trieste una proiezione di sviluppo che, prendendo come primo anno di attività il 2012, nel 2014 dopo due anni dall'apertura dell'acquario, possa raggiungere i circa 307 mila arrivi e 780 mila presenze turistiche. Così, nel 2019 si passerebbe a 453 mila arrivi e a oltre un milione di presenze. A oggi la domanda turistica della città di Trieste, seppur caratterizzata da un andamento altalenante nel corso degli ultimi cinque-sette anni, è interessata da un trend positivo che ha portato nel 2006 a raggiungere una quota di oltre 197 mila arrivi e quasi 476 mila presenze e, nel 2007, a contare circa 215 mila arrivi e più di 556 mila presenze.
Si tratta in prevalenza di turisti italiani (64 per cento), friulani e residenti nel Nord e nel Centro (Lombardia, Veneto, Lazio, Emilia Romagna e Piemonte), mentre gli stranieri (36 per cento) sono in maggioranza cittadini dell'Unione europea, austriaci, tedeschi, britannici e francesi in testa, ma non mancano gli statunitensi, gli svizzeri e i russi.
I casi di Genova, Valencia e Barcellona sono degli esempi di successo, in cui l'apertura/ristrutturazione dell'acquario, accompagnata da una serie di azioni mirate sul patrimonio culturale e ambientale, come anche sull'offerta di beni e servizi della filiera dell'ospitalità locale (le ristrutturazioni del centro storico e delle infrastrutture aeroportuali e portuali, il potenziamento della capacità ricettiva, l'apertura ai vettori aerei low cost, la realizzazione di eventi di grande richiamo internazionale, etc.), ne ha favorito una crescita di competitività sul mercato turistico nazionale ed internazionale. Sono destinazioni turistiche dotate di un elevato grado di accessibilità (porti, aeroporti internazionali con elevati volumi di traffico, etc.), ma anche con un sistema dell'offerta ricettiva in grado di soddisfare più target di domanda, sia attraverso un'offerta qualificata (ad esempio a Barcellona oltre la metà degli alberghi sono di categoria quattro e cinque stelle), sia rivolta ai diversi segmenti (per esempio giovani e famiglie), comprendendo anche ostelli, villaggi turistici, campeggi, agriturismi e b&b. In queste città l'acquario è inserito nel contesto di una vera e propria riqualificazione urbanistica, arrivando ad assolvere la funzione di catalizzatore, quasi fosse il polo di avvio di un distretto industriale, che fa da leva alla nascita di tutto un sistema di imprese funzionali che ne completano e arricchiscono la presenza.
Il Parco del Mare si candida dunque un grande attrattore per la città di Trieste, può ampliare il valore della Marca Trieste agendo su più livelli: in qualità di risorsa attrattiva di eccellenza, quale sede di eventi e iniziative di carattere scientifico-culturale, ma soprattutto contribuendo ad ampliarne la distintività e unicità nel suo complesso. (MV)