Veneto e Puglia tirano le somme

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Il successo del Veneto dell’'ospitalità è un pò a macchia di leopardo. “"Il turismo ha tenuto bene grazie al settore balneare, che è anche quello che attira il maggior numero di turisti", ha commentato il vicepresidente della Giunta regionale, Franco Manzato, presentando le stime che danno il Veneto complessivamente in ulteriore, anche se lieve, crescita nei primi nove mesi del 2008: nel balneare infatti gli arrivi sono aumentati di circa il 2,6%, con una crescita dell’'1,5% delle presenze, grazie in particolare alla performance di villaggi turistici e campeggi.
Città d’arte, lago, montagna e terme hanno tenuto di meno. Per le città d’arte, inoltre, il segno negativo è stato determinato sostanzialmente da Venezia: i dati fino ad agosto ci parlano di circa -3,8% degli arrivi e -2% delle presenze, a fronte di presenze che registrano +5,1% a Verona, +1,7% a Treviso, stazionaria Padova. Il Lago di Garda ha recuperato bene nell’'ultima parte della stagione, mentre diminuisce la durata dei soggiorni. La diminuzione dei pernottamenti ha inciso pesantemente anche sul risultato del settore termale. “Qualche riflessione andrà fatta anche sulla provenienza degli ospiti - sostiene Manzato - perchè sta emergendo una flessione sia negli arrivi che nelle presenze degli stranieri, che appunto costituiscono più del 60%del mercato turistico regionale, recuperata grazie alle preferenze degli italiani per il Veneto. Peraltro sono molto positivi, a due cifre, i dati di afflusso dai Paesi dell'’Est”.
Di sicuro i dati confermano le criticità che sta attraversando il settore, soprattutto in un momento nel quale le difficoltà economiche stanno mordendo tutti i Paesi. Cresce l'’attenzione per il prezzo complessivo della vacanza e la certezza su quanto si spende, diminuisce la permanenza media; cresce il divario tra turisti di livello medio-alto, indifferenti al prezzo, e quelli, la grande maggioranza, che cercano vacanze più a buon mercato. Cambiano anche i ‘valori della vacanza, sempre più intesa come ricerca anche emozionale; cambia la struttura demografica, con una crescita dei single e del segmento terza età e una diminuzione del numero delle famiglie. Mutano anche gli stili di vita: diventa prioritaria la ricerca di benessere anche con la richiesta di opzioni per l'’impiego del tempo libero e aumenta l'’individualità nelle scelte; cresce la multivacanza, con la possibilità di trascorrere più periodi di ferie più brevi durante l’anno. "Tutto questo - ha concluso Manzato - ci fornisce preziose indicazioni per orientare meglio la nostra promozione e la dotazione soprattutto di servizi, puntando ad un turista sempre più di qualità".

"Non si tratta di guardare i risultati per fare propaganda, ma di guardare a questi risultati che tutti gli indicatori, e tutti coloro che si occupano di queste cose, ci dicono che la Puglia è in controtendenza rispetto ad un anno molto critico per il turismo". Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, lo ha sottolineato durante la presentazione dei dati sul turismo. "La Puglia ha segnato, insieme alla Basilicata un dato importante di controtendenza - ha rilevato Vendola - disarticoliamo questo dato e vediamo cosa ancora non funziona, cosa è insufficiente, cosa invece è promettente e quali sono gli elementi su cui costruire un lavoro e fare un percorso". "Dobbiamo guardare con attenzione al dato articolato - ha prosesguito - perchè arriva un tempo differente che può rapidamente bruciare e divorare i risultati positivi. La recessione significherà un restringimento della platea dei turisti e del loro potenziale di spesa".
"Il primo obiettivo che ci siamo dati - ha ricordato Vendola - è la destagionalizzazione perchè un turismo che nasce e muore ad agosto è un turismo che è strozzato, non sviluppa le potenzialità. Ci sono aree della Puglia che sono abbondantemente conosciute e che, invece, hanno un potenziale turistico straordinario, come il sub Appennino Dauno. Quindi, il governo regionale ha lavorato per rendere visibile il paniere di offerte turistiche che la Puglia possiede; dal turismo religioso al turismo scientifico, a quello naturalistico, enogastronomico, costruendo percorsi e itinerari e lavorando nei mesi a cavallo della stagione estiva con formule attrattive, anche il turismo del week end, o dei quattro giorni". "Noi tre anni e mezzo fa - ha aggiunto Vendola - avevamo la voglia di ingranare la marcia e di darci un orizzonte su un comparto dell'economia che è particolarmente complesso, delicato e con potenzialità straordinarie, perchè è un comparto che si interfaccia con la qualità ambientale del territorio e anche con le politiche specifiche di difesa e promozione dei beni culturali. In questi tre anni e mezzo abbiamo inaugurato 13 Parchi, abbiamo lavorato sul Piano tutela del Paesaggio, della costa, su indicatori di qualità che hanno avuto nella legge regionale sulla rigenerazione urbana, il punto più alto, lo dicono le Università italiane. Quindi, il turismo - ha concluso Vendola - lo abbiamo guardato interconnesso con queste politiche".