Nell'interpretazione machista, ancora oggi dominante tra le molteplici versioni socioculturali del maschio, essere desiderato da molte donne equivale a essere forti e dominanti. Questa dinamica psicologica sembra inoltre immune a qualsiasi campagna di sensibilizzazione orientata a superare tale modello di genere. Il motivo? Semplice: non conviene a molti. Non conviene agli uomini potenti, che troppo spesso abusano della propria posizione per guadagnare favori sessuali; non conviene alle aziende, che su questi personaggi speculano oltremodo, salvo poi costruirsi un'identità di brand progressista; e apparentemente non conviene persino ad alcune donne, le quali si convincono di poter sfruttare questa dinamica per guadagnare soldi facili.
In realtà il modello machista è estremamente pericoloso per tutti. Innanzitutto penalizza le donne, perché contribuisce ad alimentare una narrazione del femminile subordinata alla figura maschile. Ma è rischioso anche per gli uomini, costretti a vivere in una performatività continua e logorante in cui devono sempre dimostrare di essere "veri uomini" (ovvero machi) per evitare di essere esclusi, vessati o puniti. All'interno del gruppo maschile vi sono poi ulteriori sottogruppi particolarmente penalizzati, tra cui gli omosessuali e gli incel (quei maschi eterosessuali che non si sentono attraenti a livello sessuale).
Non bisogna pensare a questa categoria solo nella sua deriva tossica online, la manosfera: parliamo spesso di uomini privi di attitudini misogine ma che soffrono enormemente il fatto di non riuscire a sbloccarsi intimamente, convincendosi, guardandosi attorno, che il motivo risieda nel loro scarso livello di mascolinità. Attenzione però: sebbene il machismo incarnato da Sfera Ebbasta sia il più evidente, non è l'unica forma con la quale questo fenomeno può manifestarsi. La dimensione chiave rimane la sicurezza in sé stessi: che sia in salsa patriarcale o progressista, poco cambia.
Finché l'uomo dovrà dissimulare la propria insicurezza per risultare attraente, il machismo rimarrà vivo. E forse, da questo punto di vista, non morirà mai del tutto, poiché l'esibizione di status e sicurezza potrebbe rappresentare una caratteristica di attrazione sessuale di stampo biologico-evoluzionista anziché puramente socioculturale. In questo caso prepariamoci a un "machismo eterno", destinato a cambiare forma per non essere smascherato ma capace, in definitiva, di premiare sempre un certo tipo di modello maschile.
