A luglio la food blogger e il marito Marco Gentili avevano annunciato all'improvviso di aver adottato due bambine e di essere in procinto di partire per "il
Prima di allora, mai un accenno alla questione, mai un riferimento al delicato percorso intrapreso. Eppure: "È stato un percorso durato anni, anni di attesa, silenzi e speranze. Abbiamo compilato carte, superato esami e affrontato le montagne russe del cuore. Abbiamo imparato ad aspettare con una pazienza che non sapevamo di avere e siamo riusciti a proteggere un sogno che oggi è a un passo dal diventare realtà", hanno raccontato solo dopo.
Blindata nell'intimità di una dimensione che con i prodotti dell'orto, i sughi da cuocere lenti e le "ricette furbe" non ha nulla a che fare, la decisione di diventare genitori è rimasta là dov'era giusto che restasse, fuori dal prodotto "Fatto in casa da Benedetta" per cui milioni di utenti hanno iniziato a seguire e a conoscere il personaggio e, indirettamente, la persona Benedetta.
Poi: "Ci vediamo al ritorno", ha scritto la coppia, "durante questo periodo spegneremo gli schermi e terremo i telefoni in tasca. Abbiamo bisogno di silenzio intorno a noi per ascoltare e accogliere tutte le emozioni che vivremo mentre nasce la nostra nuova famiglia". E così è stato per davvero per più di un mese, così la promessa di ricomparire solo quando i tempi emotivi lo hanno permesso insieme alla gioia di dirsi "ufficialmente famiglia" è stata mantenuta. E tutto questo senza modificare di una virgola lo stile genuino del racconto di sempre, quello che ha fatto della semplicità estetica e lessicale il punto di una forza narrativa irresistibile.
È per questo che il caso della food blogger amata da milioni di utenti (3,44 gli iscritti solo sul canale
Benedetta Rossi, invece, ha dimostrato come il confine tra pubblico e privato sia baluardo potentissimo quando la sostanza sovrasta la forma, che non serve (s)vendere ogni dettaglio intimo per rimanere rilevante agli algoritmi. Che il valore mediatico di una persona, anche quando diventa personaggio, è garantito dalla normalità preservata nonostante il successo, direttamente proporzionale alla riservatezza che rende il sacrosanto silenzio la più potente forma di comunicazione contemporanea.
In testa risuona la voce di Lucio Dalla: "Ma l'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale...". Lo cantava nel 'Disperato erotico stomp' del 1977. Quasi 50 anni dopo, "benedetta" rarità.
