IN SCENA AL TEATRO GOBETTI DI TORINO

 CLEOPATRÁS E PIRANDELLO AL TEATRO GOBETTI 

Cleopatras foto20 – 22 GENNAIO 2026 e  23 – 25 GENNAIO 2026

Doppio spettacolo al Teatro Gobetti di Torino nella settimana dal 20 al 25 gennaio 2026. Martedì 20 gennaio  (alle 19.30) debutta il monologo Cleopatrás di Giovanni Testori, portato in scena da Arianna Scommegna, che dà prova, in questo lavoro, di una grande forza interpretativa. La regia è di Gigi Dall’Aglio, scomparso nel 2020, che ha firmato un allestimento semplice, tribale, dove la parola è regina con il suo suono, al di là della comprensione, ed è accompagnata da un’improvvisazione musicale al violoncello eseguita da Chiara Torselli. Le scene sono di Maria Spazzi, le luci di Pietro Paroletti.
Lo spettacolo, prodotto da ATIR Teatro Ringhiera, resterà in scena per la stagione in abbonamento dello Stabile di Torino fino a giovedì 22 gennaio 2026.

La voce e il corpo sono elementi primitivi e travolgenti in Cleopatrás, monologo di Giovanni Testori, autore visionario capace di fondere sacro e profano in una lingua unica. In questa rivisitazione intensa e personale del mito, la regina d’Egitto è una donna che vive la passione per Antonio con forza carnale e struggente. Ambientata in un regno reinventato, che si fonde con la topografia della Valassina, la valle del fiume Lambro, la narrazione esplora i temi dell’amore, della perdita e della redenzione. In questo allestimento, una delle ultime regie del compianto Gigi Dall’Aglio, la parola regna sovrana, sostenuta dalla musica di un violoncello. Arianna Scommegna attraversa la scena e penetra l’animo dello spettatore, in un’interpretazione che le è valsa un prestigioso riconoscimento da parte dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro per il lavoro di ricerca sui personaggi femminili.

Note di regia
«Oh Cleopatra, oh poera gaina Cleopatràs, anch’io voglio potermi addossare tutto il monte di una felicità negata e, con l’autore, voglio pure avere la forza visionaria di portare questo peso con un corpo che si dilata, si radica e si specchia nella dimensione di una coscienza grande come tutto il mio mondo conosciuto. Da Como a Lecco, preso nella cerchia delle acque del lago Segrino, si estende poi da un passato di ricordi, di suoni, di musiche, di cibo, di vino, di tramonti, di parole, di lingua a un futuro di vuoto, di assenza, di nichil, di nient e vive in un presente che si consuma qui in questo teatro, davanti a questo pubblico mentre mi arrabatto con i turbamenti di una sessualità prepotente e frustrata ed il senso “delle cose della natura” che ci abbandonano nella morte, ci riempiono la bocca di parole nate col nostro corpo, con la nostra terra e che si disperdono nei nostri teatri

Venerdì 23 gennaio 2026 alle ore 20.45 debutta al Teatro Gobetti lo spettacolo O di uno o di nessuno, da Luigi Pirandello, con l’adattamento e la regia di Fabrizio Falco, cheO di uno o di nessuno sarà in scena insieme a Giovanni Alfieri, Federica D’Angelo, Giancarlo Latina. Lo spazio scenico è di Luca Mannino, le musiche originali di Sergio Beercock. Aiuto regia Eugenio Sorrentino. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Libero di Palermo, resterà in scena per la stagione in abbonamento dello Stabile di Torino fino a domenica 25 gennaio 2026.

 Note sullo spettacolo
Tito e Carlino, amici di vecchia data, cominciano una frequentazione parallela con Melina, una prostituta. Quando Melina scopre di essere incinta, senza poter stabilire chi dei due sia il padre, il legame tra i due amici si incrina irrimediabilmente. Ne scaturiscono scenate di gelosie, rivalità e giochi di potere, tutti condotti senza considerazione per i desideri della giovane donna. Melina, tuttavia, non resta in silenzio e rivendica con determinazione la propria indipendenza prendendo in mano il proprio destino. La storia pirandelliana ci presenta un riflesso della società in cui viviamo: il ménage à trois raccontato evidenzia la prevaricazione dell’uomo sulla donna.
Tito e Carlino sono il prototipo dei giovani analfabeti emotivi e sentimentali, incapaci di empatizzare con i problemi degli altri, dominati da una visione fortemente patriarcale. Melina è una prostituta che vive ai margini e fa di tutto per salvaguardare la convenienza sociale. La storia è molto vicina a noi e il lavoro sulla drammaturgia riflette questo proposito, nelle scelte linguistiche ed estetiche, nell’idea che il teatro di Pirandello possa parlare del nostro presente, qui e ora.

INFO
Teatro: Gobetti, via Rossini 8, Torino
Orari degli spettacoli: venerdì ore 20.45; sabato ore 19.30; domenica ore 16.
Prezzo dei biglietti: da € 12,00 (ridotto under 18) a € 28,00 (intero)
L’acquisto dei biglietti in prevendita prevede un costo di € 1 a biglietto

Biglietteria: Teatro Carignano, piazza Carignano, 6 – Torino
Tel: 011 5169555 – Numero Verde: 800 235 333 – email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario: da martedì a sabato dalle 13 alle 19, domenica dalle 14 alle 19. Lunedì riposo.

La biglietteria sarà sempre attiva un’ora prima dell’inizio di ogni spettacolo, esclusivamente per l’acquisto di biglietti per la recita del giorno stesso.
Acquisti online su www.teatrostabiletorino.it 

(Credits:  Serena Serrani -Giulia Mastellone-)