
Immersa nei campi dell'antico Lemine, la Chiesa di San Tomè rappresenta uno dei più straordinari esempi di architettura romanica a pianta circolare dell'intera Lombardia. Situata ad Almenno San Bartolomeo, in provincia di Bergamo, questa piccola rotonda medievale continua a stupire visitatori e studiosi per la sua raffinata bellezza e per i misteri che ancora avvolgono la sua origine e destinazione originaria.
Origini Storiche e Archeologiche
Le origini della Chiesa di San Tomè affondano le radici in epoche remote. Il sito sorge in una zona dove anticamente passava la via militare della Rezia e dove esisteva una necropoli romana, come testimonia il ritrovamento nel 1988 di una tomba del I secolo a.C. Alcuni studiosi ipotizzano che in epoca romana qui si ergesse un tempietto pagano dedicato al dio Silvano.
Con il diffondersi del cristianesimo, nel V-VI secolo fu edificata probabilmente un'edicola religiosa nell'area, seguita più tardi, forse nel IX secolo, dalla costruzione di una prima chiesa a pianta circolare. La struttura attuale risale però al XII secolo, quando venne eretta la rotonda che ancora oggi ammiriamo, caratterizzata da una perfetta concezione architettonica che richiama il tempio del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Architettura e Struttura della Rotonda
La Chiesa di San Tomè presenta una struttura unica nel panorama dell'architettura romanica lombarda. L'edificio è costituito da tre volumi a forma cilindrica di dimensioni decrescenti verso l'alto, concluso da un presbiterio rettangolare con terminazione absidale semicircolare. Questa composizione piramidale conferisce all'insieme un'eleganza e una leggerezza straordinarie.
Lo spazio interno è definito da otto colonne con capitelli che creano un ambiente suggestivo, circondato da un ambulacro coperto da volte a crociera. Il paramento murario, realizzato in pietra squadrata, è scandito da semicolonne, lesene e archetti pensili che rivelano la maestria degli artigiani medievali.
Il Matroneo e le Decorazioni Scultoree
Uno degli elementi più affascinanti della Chiesa di San Tomè è il matroneo, il piano superiore al quale si accede tramite due scale ricavate nello spessore del muro perimetrale. Il matroneo presenta otto colonne più minute e snelle che creano un corridoio circolare, il deambulatorio, chiuso da un largo parapetto in pietra che si affaccia sul vano centrale sottostante.
I capitelli delle colonne del matroneo rappresentano veri capolavori dell'arte romanica. Risalenti al XII secolo, sono tutti diversi tra loro e variamente scolpiti, con due che rappresentano i simboli dei quattro evangelisti, richiamando quelli dell'ambone romanico della pieve di Almenno San Salvatore. Altri capitelli sono decorati con foglie d'acanto e motivi vegetali che rivelano l'influenza dell'arte romanica milanese.
Funzione e Destinazione Originaria
Il mistero che avvolge la Chiesa di San Tomè riguarda la sua funzione originaria. La rotonda rimane un monumento enigmatico in quanto a destinazione, anche se il referente tipologico sembra essere la rotonda del Santo Sepolcro a Gerusalemme, con cui condivide la struttura circolare a "doppio guscio" e il matroneo soprastante l'ambulacro.
Alcune ipotesi suggeriscono che possa essere stata la chiesa di un ordine militare o ospedaliero, forse collegata ai Templari o ai Giovanniti. Nel periodo medievale, accanto alla chiesa sorgeva un monastero femminile, totalmente soggetto all'autorità del vescovo, che fu soppresso nel 1407. Dopo la soppressione, l'edificio ebbe diverse destinazioni fino ad essere affidato definitivamente alla parrocchia di Almenno San Bartolomeo nel 1906.
Patrimonio Artistico e Affreschi
All'interno della Chiesa di San Tomè si conservano preziosi resti di affreschi medievali che testimoniano l'antica decorazione pittorica dell'edificio. Tra questi si distinguono una Madonna in trono col Bambino, situata a sinistra dell'ingresso, e un'Annunciazione nel matroneo, che fanno presupporre che le pareti fossero un tempo perlopiù decorate con pitture di buona qualità.
I capitelli del piano terra, con la loro essenzialità geometrica, richiamano il linguaggio decorativo del romanico milanese delle chiese di Sant'Ambrogio e Sant'Eustorgio, inserendo la rotonda almennese nel contesto più ampio dell'arte lombarda del XII secolo.
Un Patrimonio da Preservare
Oggi la Chiesa di San Tomè è riconosciuta come uno dei più importanti monumenti del romanico europeo. Emerge dalla linea della pianura come un miraggio, in un'atmosfera sospesa nel tempo che evoca pellegrinaggi religiosi, guerre sante e misteriose leggende medievali. La sua conservazione e valorizzazione rappresentano un impegno fondamentale per la tutela del patrimonio artistico lombardo e per la comprensione dell'evoluzione dell'architettura sacra medievale.
La Chiesa di San Tomè continua così a affascinare e interrogare, mantenendo intatto il suo fascino misterioso di piccolo gioiello dell'architettura romanica immmerso nella campagna bergamasca.