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arretrati min

goa vagator beach 320 r20  di Mario Masciullo

...Ma con una eccezione, anche qui la vacca è sacra.

Non potrebbe essere diverso.  Siamo in India.  Un angolo di India che si differenzia dal resto del grande Paese.

I nomi delle strade della città vecchia richiamano personaggi portoghesi, come anche l’architettura della zona è un richiamo continuo al Paese Lusitano.

Le insegne dei negozi, i nomi di buona parte delle persone non sono indiani.  Sono generazioni che si tramandano ci dicono gli anziani discendenti dai colonizzatori portoghesi che qui hanno governato per 461 anni.

La Goa marittima è stata il centro di scambi economici per Mesopotami, Etruschi, Greci, Arabi e non solo.  Ma quello che rende Goa differente dal resto del Paese è l’impronta europea, il fervente cattolicesimo (Goa fu il centro della intera arcidiocesi dell’Asia) dovuto alle frotte di missionari dei secoli passati, alle numerose chiese che le hanno at tribuito l’appellativo a di “Roma dell’Est”a Goa.

Monumenti di valore storico inseriti nel Patrimonio Unesco che convivono serenamente con altre fedi.  Goa (pronuncia Goo e significa “vacca”) è il più piccolo Stato dell’India in termini di superficie.  Si trova sul la costa sud occidentale del l’India, nel la regione nota come Konkan, e confina con il Maharashtra (capoluogo Mumbay) a nord e il Karnataka a est e a sud.

La capitale dello stato è Panaji, mentre Vasco da Gama (Vasco) è la città più popolata.

Margao, la capitale economica e antica città custodisce importanti tracce della colonizzazione portoghese.

Reinserita nel territorio del governo Indiano dal 1961, Goa vive oggi una cultura Indo-Latina con la sua architettura sofisticata, il tenore e stile di vita dei suoi abitanti è superiore a quello del resto dell’India, la modernizzazione delle città principali si nota negli ambienti “in” di ristorazione, intrattenimento e di attività ludica. goa vela goa cattedrale e s.francesco 206 r20x

E qui non basta un capitolo per descrivere gli ambienti di ogni genere, per ogni occasione e per ogni momento della giornata, sera e notte.  E non basta una vacanza per visitarli tutti.

Bar, pub, ristoranti etnici, taverne, bistrot dove si canta il Fado. Breakfast con gli uccelli, farfalle o serpenti nella riserva di bio diversità, The Chef’s Market , un tour guidato al Mapusa Market dove tra spezie e altri prodotti si può gustare la deliziosa cucina locale.

Una cena sul mare da Souza Lobo a Calangute Beach, il più antico ristorante portoghese.

Non manca la cucina italiana: a pranzo da “Calamari” a Dando Beach- Condolim, buona e fedele cucina gestita da figlia di indiani emigrati in Italia e rientrati a Goa e il marito ex restaurant manager al Taj di Mumbai.

E ancora, “Basilico”, “Viva la Fenice”, “Ciao Bella”.  C’è anche un circolo dove si incontra la piccola comunità italiana insediata a Goa.

Qui è nota una ottima gelateria e una signora da trent’anni a Goa produce splendidi scialli (Akal).

Celebrità e turisti frequentano il Cantarè Village life, e al Thalassa al Greek Village, ll Feni and Fado a Casa Xet io a Panj im poi al ristorante portoghese al “Citade de Goa Hotel” e al la elegante Casa Portuguesa, casa coloniale di 300 anni per il Fado, non ultimi tra gli ambienti “In”.  Da non perdere la degustazione del noto liquore locale “Feni” prodotto dal frutto dell’arachide Cashew originaria del Brasile.

(foto On the Road)